L'angolo del Sereni

giovedì 8 giugno 2017

La redazione vi saluta, vi aspettiamo numerosi l'anno prossimo!


Intervista alla Dirigente Maria Luisa Patrizi


Redazione: Qual è la sua opinione sul liceo Sereni e qual è il bilancio di quest’anno?

Prof.ssa Patrizi: Premetto di essere molto contenta degli alunni di questo liceo, seri, responsabili e disciplinati, e soprattutto delle eccellenze che si sono distinte quest’anno, anche in gare esterne all’istituto, per cui mi sento di dire che il bilancio è positivo; questo crea inoltre un clima di serenità e di collaborazione con gli insegnanti, che permette quindi di apprendere meglio e più velocemente. Quindi sono soddisfatta del nostro liceo, considerato dalla provincia un istituto di buon livello.


R: Vuole apportare modifiche su come verrà gestita la scuola negli anni a venire? Ha dei progetti?

P: Penso sia fondamentale allargare sempre di più gli orizzonti, con progetti che offrano molte prospettive sia per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti tecnologici, secondo le indicazioni del Ministero, sia riguardo le aree tematiche, come cittadinanza e costituzione. Per quanto riguarda invece l’alternanza scuola-lavoro, anche se il liceo non è professionalizzante, il nostro sforzo sarà sempre più quello di legare le esperienze lavorative a dei progetti che abbiano un significato per gli studenti di questo indirizzo.

R: Cosa ne pensa del lavoro svolto dai rappresentanti d’istituto?

P: Quest’anno sono molto soddisfatta: infatti ci sono sempre stati ragazzi molto attenti e responsabili, che hanno collaborato per il bene della scuola e per darne una bella immagine; quest’anno, però, hanno dato il massimo a livello di collaborazione! Penso che siano una grande risorsa e che possano aiutare la scuola e il collegio dei docenti a capire quali siano le vere esigenze dei ragazzi e come si possa rendere migliore il Sereni.

R: Come considera l’iniziativa del giornalino scolastico?

P: L’ho trovato davvero un ottimo strumento, perché permette a voi di esprimervi in prima persona; inoltre è un’ottima palestra di carattere formativo, perché scrivere e comunicare sono alcuni degli aspetti alla base delle competenze che un ragazzo deve raggiungere con un ciclo di studi; poi anche il fatto di essere online e di aver avuto un incremento delle visualizzazioni quest’anno, mi fa pensare che sia un progetto interessante per i miei studenti e che si debba proseguire anche per i prossimi anni. Tra l’altro abbiamo anche un’iniziativa che, se andrà in porto, vi permetterà di fare un laboratorio di giornalismo proprio con Varese News, che così diventa un laboratorio di comunicazione legato all’alternanza scuola-lavoro, in modo da sfruttare al meglio le competenze comunicative raggiunte in questi anni. Infatti siamo in trattative per prendere in considerazione questo progetto.

R: Quali consigli si sente di dare ai ragazzi che stanno per affrontare la maturità?

P: Prima di tutto di mantenere la calma e l’equilibrio perché ovviamente la preparazione è complessiva di un intero ciclo di studi e si può tranquillamente affrontare. Per quanto riguarda lo scritto, molta attenzione alle consegne e a ciò che richiedono; nell’orale bisogna dimostrare il lavoro individuale, che deve essere originale, sentito e semplice nella presentazione della vostra tesina; infine mantenere molta calma durante il colloquio. Dico sempre che di maturità non è mai morto nessuno! Mi auguro che i miei alunni escano da questo liceo con una buona preparazione e con un alto livello e quindi faccio questo augurio a tutti i maturandi!


Martina Ceraudo e Chiara Oddone (2B); Veronica Preti e Simona Menotti (5D).

West-Side Story: il Sereni recita al Sociale.


Eccoci qua, il momento che tutti aspettavamo è arrivato: l'estate è alle porte!
Per salutarci, prima delle tanto sospirate vacanze, alcuni nostri compagni del Liceo hanno preparato, durante l'anno, un bellissimo ed entusiasmante musical.

La prima è stata rappresentata lunedì 5 giugno al Teatro Sociale di Luino.
Nell'aria si poteva percepire molta tensione, ma i nostri attori hanno dato il meglio di loro! Ma non solo! I cantanti, i ballerini, gli scenografi, i truccatori e i musicisti sono stati fantastici e ci hanno trasmesso moltissime emozioni.

Alla fine dello spettacolo i ragazzi di quinta, che hanno partecipato allo spettacolo, ci hanno dato il loro ultimo saluto: tra loro, anche il nostro rappresentante di istituto Alessandro Gareri (cantante e musicista)

Un ringraziamento speciale alla prof.ssa D'Addezio e al prof. Zanzi.

Alessia Maselli (2AL)



venerdì 26 maggio 2017

Rovigo: Il latino vivo più che mai.

Lo scorso weekend noi 4 ragazzi delle classi 3B e 5B siamo stati protagonisti di un'esperienza davvero meravigliosa: abbiamo partecipato al seminario "Officina delle competenze 2" relativo al progetto DLC (Dialettica delle Lingue e Letterature Classiche) tenutosi a Rovigo.
Luogo comune tra molti giovani, purtroppo, è associare il latino al concetto di "lingua morta": la nostra esperienza ha provato il contrario.
Abbiamo vissuto un fine settimana incredibilmente interessante e divertente nella totale immersione nel classico e nella letteratura...

All'evento hanno partecipato diverse scuole superiori d'Italia, apportando elaborati e progetti volti ad approfondire svariate tematiche; anche noi abbiamo portato un intervento relativo al modo di tradurre i testi classici in classe.
La cosa singolare è stata affrontare l'attualità di argomenti che sono ben lontani dall'essere antichi o fuori moda, ad esempio la "Lectio Magistralis" tenuta da Lucia Pasetti ci ha introdotto al modo utilizzato dai latini per... insultare!

In un'altra lezione abbiamo giocato con una applicazione vertente quiz in lingua latina...
Per questa opportunità che ci è stata offerta e per la pazienza di averci supportato e sopportato, ringraziamo la Professoressa Bandiera e il Professor Pedercini. Inoltre ringraziamo la Professoressa D'Addezio che, nonostante la lontananza, ci ha fornito un grande sostegno.

Alessandra Conca
Beatrice Conca
Matteo Enrico
Thomas Zanini

La 3^C incontra il Mondo del Lavoro

Quest'anno, nell'ormai consolidato panorama dell'Alternanza scuola-lavoro del nostro istituto, la classe 3^C, ha avuto come partner un importante ente esterno: l'UCIMU, ovvero Unione Costruttori Italiani Macchine Utensili, grazie all'appoggio della dott.ssa Ghirighelli; il progetto si è svolto nelle ore scolastiche e con obiettivi simili a quelli che si potrebbero presentare in ambito lavorativo (per esempio la flessibilità, la capacità di lavorare in team..).

L'UCIMU ha contattato la scuola e, attraverso una serie di video informativi, ci ha istruito sul mondo delle macchine utensili e delle aziende legate al settore; successivamente, noi ragazzi abbiamo dovuto scegliere una di queste aziende e preparare su di essa “numerosi output”, come una presentazione, una relazione e altro, video e/o brochure.

Il lavoro prendeva in considerazione tanto il passato quanto il futuro dell'azienda prescelta, poiché erano richiesti sia una valutazione storica e dei macchinari l'utilizzo dei canali social, con dei miglioramenti suggeriti secondo le nostre esperienze. Il progetto si è appunto svolto interamente in classe che, per l'occasione, si è trasformata in un ufficio; utilizzando tutte le risorse multimediali a nostra disposizione, abbiamo portato avanti un intenso programma di ricerca e creazione, che ci ha impegnato ininterrottamente poco più di una settimana. Tutto questo è culminato nella presentazione del nostro progetto, avvenuta lunedì 15 maggio alla presenza dei rappresentanti dell'UCIMU, della preside, della referente per l'Alternanza e di alcuni rappresentanti delle aziende analizzate. Le presentazioni dei cinque gruppi in cui eravamo stati divisi si sono susseguite senza sosta, portando ognuna una prospettiva diversa del lavoro svolto e delle dinamiche di gruppo, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti.

La riforma della Buona Scuola riguarderà anche la nostra maturità, poiché l'esperienza dei cosiddetti “stage” influirà sull'esame e sulla relativa valutazione in uscita dal liceo: perciò questo lavoro ha rappresentato una valida esperienza di cui ritenersi soddisfatti anche per una prospettiva futura. Infatti, l'intera classe è stata, alla fine di tutto, lodata per l'approccio e le metodologie usate nel corso dell'intero lavoro.
Complessivamente, il giudizio della classe è stato molto disomogeneo, anche a causa di alcuni problemi tecnici che si sono presentati nel periodo dell'alternanza; riteniamo però che, se il progetto venisse perfezionato negli anni a venire, potrebbe risultare ulteriormente piacevole.

I ragazzi della 3^C

Giovani pensatori: Filosofia come anima della Città

La Filosofia non si concretizza solo nel pensiero, ma sa esser anche anima dell'arte, della musica e della letteratura. In definitiva, sa esser Città.

Proprio "La città e il filosofo" era la grande tematica su cui riflettere, del progetto 'Giovani pensatori' di quest'anno, proposto dall'Università degli Studi dell'Insubria di Varese. Così, sul palcoscenico dell'aula magna dell'università, il giorno 11 maggio 2017, in occasione dell'incontro finale del Festival della Filosofia, i giovani pensatori del nostro liceo hanno suonato, sfoggiato un mosaico da loro costruito e recitato poesie e pensieri, sullo sfondo di un breve video volto a ritrarre la costruzione stessa del mosaico, proponendosi così come testimoni di quel senso della Città che, insieme, avevano potuto sperimentare.


Video, foto e produzioni scritte del progetto si possono trovare sul sito appositamente dedicato al Laboratorio filosofico di Luino, che raccoglie tutti i progetti cui si è lavorato negli anni.
Il sito a questo link.

Federica Zanini (5D)

Intervista ad una eccellenza del nostro Liceo: Simone Feliziani

Oggi vi presentiamo l'intervista a Simone Feliziani, alunno della classe 5C, che si è classificato nella classe di bronzo alle Olimpiadi di fisica (gara di II livello, fase provinciale).

Sei considerato un’eccellenza della fisica nel nostro liceo: raccontaci un po’ della tua esperienza: cosa ti appassiona di queste materie?
Nel 2011, quando ero in seconda media, sono arrivato secondo nei giochi matematici a livello nazionale su più di 2000 concorrenti provenienti da tutta Italia, alla finale di Milano organizzata all’università Bocconi; successivamente ho fatto parte della squadra italiana che ha gareggiato alla finale internazionale di Parigi, dove però mi sono classificato quarantesimo su sessanta.

Mi sono sempre divertito a partecipare a questi giochi, e mi divertono ancora oggi.

Quelle che alle medie erano dette “Gare Internazionali di Giochi Matematici”, qui al liceo vengono chiamate “Olimpiadi della Matematica” , ma continuo a chiamarli “giochi” perché li ho sempre visti come delle cose belle che mi divertivano, non perché facili ma perché erano dei casi di vita comune che venivano presentati sotto forma di gioco e tu dovevi risolverli.
Sono più giochi di logica che di matematica ma non sono pesanti come degli esercizi di matematica che si fanno in classe.


Sei sempre stato un appassionato delle materie scientifiche?
Alle elementari non avevo una materia preferita.

Alle medie ho provato queste gare, mi sono piaciute ed è nata questa passione per la matematica e per le scienze in generale; poi al liceo ho scoperto la fisica che era una sorta di matematica e scienze insieme, e da lì ho iniziato a partecipare alle olimpiadi di fisica.

Alle olimpiadi di matematica penso di essere passato tutte e tre le volte a cui ho partecipato da quando sono qui; mentre a quelle di fisica ho partecipato solo quest’anno perché, essendo in quinta, mi sono trovato più avvantaggiato rispetto agli alunni di quarta.

Per quanto riguarda le olimpiadi di matematica, sono riuscito a superare solo quelle di istituto poiché più si andava avanti e più i giochi matematici diventavano vere e proprie dimostrazioni di matematica ed uscivano da quell’ambito di gioco logico che mi divertiva e iniziavano a diventare sempre più complessi.

Tuo padre insegna matematica e fisica, c’entra qualcosa con il tuo interesse per la materia?
Mio padre ha iniziano solo quest’anno ad insegnare, ciò non mi ha influenzato più di tanto, è sempre stata una cosa mia personale che i miei genitori hanno sempre appoggiato: quando c’era da andare a Milano mi hanno sempre accompagnato nonostante fossimo a San Benedetto (600 km di distanza); stessa cosa per quanto riguarda Parigi: anche se il mio viaggio era pagato e il loro no, mi hanno sempre sostenuto da questo punto di vista.

La matematica è una passione, quando una cosa ti piace ti viene bene e questa passione aiuta molto: infatti non dedico molte ore di studio in particolare per quelle scienze, mi bastano gli appunti presi in classe e un ripasso in generale prima di una verifica e me la cavo, diversamente da quelle umanistiche.

Sei pronto per la maturità? Raccontaci un po’ della tua tesina e dei tuoi progetti
La mia tesina è incentrata sulla relatività generale delle onde gravitazionali, un argomento di fisica a mio avviso molto interessante.

Ho deciso di portare questo argomento perché la relatività è sempre stata vista come qualcosa di lontano, misterioso, difficile e ho voluto dimostrare che sia un argomento che possa essere spiegato in maniera chiara e comprensibile a tutti.

L’ho scritta grazie ad un libro di un professore universitario di fisica che ho trovato a casa e all’esperienza che ho vissuto quando sono andato con la prof Porcelli a Pisa a vedere l’interferometro (strumento per rilevare le onde).

Finita la maturità mi piacerebbe continuare a studiare fisica all’università.

Ringraziamo Simone per la disponibilità e gli auguriamo tanta fortuna per gli esami e per il suo futuro!

Giusy Pipitone e Simona Menotti (5D)

venerdì 19 maggio 2017

Chicoria: un rapper al Liceo

Venerdì 12 maggio tutti noi alunni delle terze dell’istituto abbiamo partecipato, insieme ad alcune quinte, all’assemblea d’istituto riguardante il carcere, la droga e il rap tenuta dal rapper romano Armando Sciotto, in arte Chicoria. Lui ci ha portato a conoscere molti aspetti sui citati argomenti, anche sulla base delle sue esperienze di vita. Infatti, invece di iniziare con complicate spiegazioni o cose simili, ha esordito con due semplici verità che lo riguardano: la prima è che il suo titolo di studio è solo la terza media; la seconda è che lui ha passato cinque anni della sua vita in carcere a causa di errori che spera che noi non commetteremo. Proprio da questi due aspetti è partito il suo discorso, che ci ha mantenuto tutti attenti per due ore. L’inizio non è stato facile, sembrava che stesse pagando la tensione del momento. Quando poi però ha sentito i primi applausi arrivare dal pubblico, dopo la sua presentazione personale, ha proseguito senza problemi. La prima cosa che ha sottolineato è sicuramente l’importanza di avere competenze, non solo scolastiche ma anche pratiche. In merito a questo ci ha parlato di quello che fa lui nella vita. Infatti, oltre ad essere un rapper, ha anche scritto un libro, partecipa a trasmissioni televisive, va a parlare nelle scuole, produce capi di abbigliamento. Ciò che più colpisce è che tutte queste attività le ha imparate semplicemente osservando ciò che accadeva intorno a lui e cercando di capire come farle. Terminata questa parte di introduzione, legata a ciò che lui ha “nella testa”, è poi passato a parlare di quello che aveva prima: soldi e droga.
Ci ha raccontato tutta la sua esperienza, prima da consumatore, poi da spacciatore di stupefacenti, che l’ha portato a cinque anni di carcere. La parte più convincente del discorso è stata sicuramente questa. La sua descrizione della vita da carcerato è stata molto diretta, ma realistica. La prima cosa che ha sottolineato è stata la differenza tra la vera vita da delinquente e quella mostrata dalle serie tv e dai film. Il carcere per lui non è stato gloria e onore ma, anzi, la condivisione di una cella di pochi metri quadrati con altre nove persone, tra cui il russo Vladimir, di cui ricorda (ancora con disgusto) la scarsa igiene. Per provare a convincerci ulteriormente, e credo che non ce ne fosse più bisogno, ha anche fatto un esempio pratico interagendo direttamente con alcuni di noi. Credo però che non sia stato neanche questo a tenere alta la nostra attenzione per più di due ore, e neanche il linguaggio che ha utilizzato. Probabilmente la parte più importante di questo suo tentativo di farci capire qualcosa che a lui ha fatto molto male è stata la sua sincerità, scaturita da ogni sua frase.

Federico Grilli 3^A

Una visita di istruzione davvero particolare: Parma e Giocampus

Il giorno 5 aprile, in occasione della visita di istruzione presso la città di Parma, noi , le classi terze dell'indirizzo delle Scienze Umane, siamo state gentilmente accolte dal Prof. Elio Volta per visitare la struttura che ospita il progetto multidisciplinare Giocampus, atto all'educazione motoria, ambientale e alimentare dei bambini. Questa visita è stata promossa dalle nostre Docenti che l'hanno reputata adatta a consolidare ed arricchire la nostra esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro.
E' stato un piacere poter osservare l'estesa struttura e venire a contatto con la scrupolosissima organizzazione, dagli spazi sino ai compiti di ciascun collaboratore che opera al suo interno.
Sfortunatamente non ci è stato permesso di metterci in gioco, interagendo con i bambini secondo le loro metodologie. Questo avrebbe potuto aiutare tutti noi a comprendere fino in fondo la realtà di tale progetto del quale abbiamo potuto solo vedere la struttura.
Nonostante ciò, possiamo dire che la visita sia stata, nel suo insieme, ricca e preziosa per l'esperienza di alternanza, aiutandoci a concepire un altro contesto educativo per i bambini di una larga fascia d'età.

Elisa Granai (3D)

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Se c'è un progetto che integra e assembla una buona alimentazione al giusto movimento quotidiano, mirando ad uno stile di vita sano e corretto e, quindi ad un benessere diffuso, questo è certamente GIOCAMPUS!

Giocampus è infatti una proposta educativa che segue il bambino nel corso della sua vita scolastica al fine di fargli apprendere delle buone pratiche di vita, il rispetto degli ambienti di vita quotidiani e delle figure educative di ciascun ambiente. Il progetto è elaborato e seguito da un comitato scientifico di cui fanno parte studiosi di altissimo livello, che uniscono competenze su alimentazione e nutrizione, educazione motoria, pediatria, pedagogia e psicologia dell'età evolutiva. Il progetto è diviso in 3 fasi di uno stesso percorso educativo che copre l'intera durata dell'anno: "scuola", "neve" ed "estate".

Ed è proprio al fine di conoscere questo particolare progetto che le classi terze delle Scienze umane del liceo Vittorio Sereni di Luino, nei giorni 3 e 4 aprile 2017, si sono recate nella bellissima città di Parma. Le ragazze, entusiaste di quest'avventura, raccontano come le abbia arricchite personalmente oltre ad averle unite, come abbiano avuto la possibilità di collegare i recenti studi alle visite d'istruzione nei diversi musei, ma sopratutto come abbiano capito il vero valore dell'alimentazione grazie ai laboratori di MADEGUS!

Dopo essere arrivati nel cuore di una delle più belle e storiche città di Italia ed aver visitato indimenticabili luoghi come La Galleria Nazionale, il Parco Ducale, il Teatro Farnese, il Palazzo della Pilotta, il Battistero e il Duomo di Parma, le due classi accompagnate dai docenti hanno alloggiato nel tranquillo Hotel "Tre Ville" situato fuori dalle porte della città.

L'indomani, carichi di valigie e pranzo al sacco (con gli occhi lucidi... per non aver potuto assaggiare il buon prosciutto di Parma), e guidati da tre Maestri del gusto, studenti e insegnanti si sono recati all'ultimo piano del Teatro Regio, percorrendo i ben 200 scalini che permettevano un tempo alle famiglie meno agiate di accedere agli spettacoli. Lì hanno potuto assistere ad un divertente laboratorio del gusto, attraverso il quale, con giochi e sfide, i ragazzi hanno potuto avere una visione completa dei cibi che dovrebbero essere quotidianamente assunti.

Dopo la pausa pranzo e un'oretta dedicata allo "shopping parmese", le classi si sono recate alla sede estiva del Giocampus, vicinissima alla prestigiosa Università di Parma, che offre ai suoi studenti la possibilità di accedere a tutte le attività di Giocampus.
Lì, con grande sorpresa, i ragazzi hanno potuto conoscere ciò che prima avevano solo immaginato!
Grandissimi campi da calcio, basket, Hockey, mini golf, pallavolo, Rugby e Tennis, spazi verdi dedicati al relax, orti, piste d'atletica, e capannoni giganteschi, creavano una scena da sogno! E deve essere proprio un sogno frequentare un campus come quello, dove bambini dai 5 ai 14 anni vengono accolti ogni mattina in modo fantasioso e "a tema", e hanno tempo fino alle 18 per provare tutte le stravaganti attività di Giocampus, come: Acquapark, Attività Circensi (giocoleria), Balli di Gruppo, Break Dance, Educazione Posturale, Hip Hop, Laboratorio di Psicomotricità, Mountain Bike, oltre che Atletica Leggera, Arti Marziali, Badminton, Baseball, Basket, Calcio, Flagfootball, Floorball, Ginnastica Artistica, Ginnastica Ritmica, Golf, Hockey, Mini Golf, Pallamano, Pallavolo, Rugby, Tennis, e Tennis Tavolo. Tutto ciò diventa un sogno anche per i genitori, consapevoli del fatto che i loro bambini sono guidati da professionali figure educative e che un medico pediatra è sempre presente all'interno del campus!

C'è solo una regola all'interno del Giocampus...VIETATO DIRE NON CE LA FACCIO! Tutti i bambini sono spronati a provare ogni attività, dallo sport più stancante al rilassante laboratorio di Lettura, Musical o Falegnameria.

Come ciliegina sulla torta, Giocampus è in contatto con la clinica Pediatrica di Parma, con la quale concorda il menù adatto ai bambini, che è in seguito esposto alle famiglie su un sito creato apposta dai MADEGUS, grazie al quale i genitori hanno la possibilità non solo di essere al corrente di ciò che mangiano i figli anche di leggere una proposta di abbinamento per la cena!

Inutile dire che per tutti i ragazzi l'esperienza è stata positiva e indimenticabile, anzi, qualcuno sogna già di diventare un istruttore di Giocampus!

Stefania Rio (3U)

venerdì 12 maggio 2017

I liceali del "Sereni" invadono Milano


Le classi seconde del Liceo Sereni (2AL,2BL,2B,2A) il 2 maggio 2017 sono andate a visitare Milano. ‘’Milano?’’ direte. Ebbene sì, questa splendida città, conosciuta per lo più per il Duomo, i negozi, e lo stadio, è una fonte di storia e cultura italiana. Con le  Prof.sse Broggi,  Frosina,  Durand,  Lizzio e il Prof.  Pedercini, siamo andati ad esplorare le antiche rovine romane, scoprendo che Milano aveva un Colosseo che ospitava circa 20.000 persone. C’erano il foro e il mercato, ma tutto questo verrà poi distrutto con la venuta dei barbari. Girando la città, abbiamo scoperto che sono ancora presenti parti dell’antica cinta di mura che proteggevano la città e oltre a questi reperti sono ancora intatti alcuni tratti di fondamenta. Visitando poi il museo, ci si accorge di quanto Milano e Roma (ad esempio) avevano in comune nell’antichità: la stilistica delle statue, il culto religioso e le varie abitudini casalinghe e quotidiane che ci sono pervenute grazie a vecchi reperti.
Dopo questo tuffo nell’epoca dei grandi principes e imperatori, abbiamo fatto un giro turistico nel 1800, andando alla scoperta di Manzoni.

Alessandro Manzoni, nato a Milano il 7 marzo 1785 e morto sempre a Milano il 22 maggio 1873 a 88 anni, fu uno scrittore, poeta e politico di grande fama italiana. Fu il padre dell’italiano che parliamo oggi ed è noto per la stesura del romanzo di denuncia ‘’I Promessi Sposi’’.

Manzoni viveva a dir poco in una reggia! Le pareti erano, e sono tuttora, ricoperte di affreschi e i soffitti sono stati costruiti a cassettone. La casa, ora adibita a museo, espone molti suoi dipinti e fotografie, i suoi scritti, statue e un suo albero genealogico: pensate che ebbe dieci figli, ma ne sopravvissero solo due per molto tempo, sebbene morissero entrambi prima del padre. Sono presenti anche due stanze particolari: la sua camera da letto e il suo salotto. Non è stato cambiato nulla da come le ha lasciate lui, tutto rimane fisso com’era da più di 100 anni!

Che dire, Milano a volte deve essere vista con occhi acuti. Un ringraziamento speciale ai nostri accompagnatori.

Alessia Maselli, 2AL

Una bella esperienza di teatro

"Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili".  (Eugène Delacroix)

La sera del 29 aprile, nel piccolo teatro di Cassano Valcuvia, si è concluso, con la messa in scena di una rivisitazione del "Sogno di una notte di mezz'estate" di Shakespeare dal titolo "Il sogno di Bottone", un bellissimo viaggio iniziato ad ottobre con la compagnia teatrale Teatro Periferico.
Sono tante le cose di quest'esperienza che ricordo con piacere, dall'enorme soddisfazione provata durante gli applausi, alle amicizie nate durante le prove, al divertimento e soprattutto alla scoperta di me.
E' stato infatti l'imparare qualcosa di nuovo su me stessa, il prendere più coscienza di chi sono che ha reso quest'esperienza davvero speciale: il teatro infatti non è solo imparare l'arte della recitazione e fare lo spettacolo, è qualcosa di più, qualcosa che ti permette, nella ricerca del personaggio diverso da te, di capire un po' meglio chi sei.
Perciò consiglio quest'esperienza a tutti perché, in un modo o nell'altro vi lascerà sicuramente
qualcosa di positivo, che sia una nuova amica, un pezzettino sconosciuto di voi stessi o addirittura un nuovo sogno...ne vale la pena!

Agata Ruota (4AS)

venerdì 5 maggio 2017

Muoversi insieme con Equostop


Nella giornata di venerdì 21 aprile, presso l'ex colonia elioterapica di Germignaga, il progetto Equostop ci ha viste partecipare, in qualità di stagiste, ad un'interessante conferenza sui cambiamenti climatici e le problematiche conseguenti, tenuta dal presidente di Universauser Fulvio Fagiani e dal docente di "Mitigazione dei cambiamenti climatici" del Politecnico di Milano Stefano Caserini, ripercorrendo l'Enciclica "Laudato sii" di papa Bergoglio, la marcia sul clima e la conferenza di Parigi.
A fine presentazione, è risultato chiaro lo scopo del progetto Equostop presentato dalla presidente del Gim Maria Vittoria Lanella: il contenimento delle emissioni di Co2 in atmosfera partendo da un uso più razionale dei mezzi di trasporto.
Per realizzare questo progetto, viene data la possibilità agli aderenti di associazioni del territorio di ricevere una equocard personale, per dare e ricevere passaggi, che permetta il riconoscimento degli aderenti in stalli predisposti e segnalati, che con un piccolo contributo prestabilito potranno ripagare l'equostoppista dello "strappo" ricevuto.

Questa iniziativa è un piccolo passo verso un ambiente meno contaminato e favorevole; favorisce inoltre le relazioni tra le persone.

Chi fosse interessato al progetto, può consultare il sito internet di Terre di lago, associazione aderente (http://www.terredilago.it/).  



Greta Congiustì, Giorgia Cremonesi e Ilaria Arlotta (autrice dell'articolo; 4AL); Vittoria Milanese e Alice La Pesa (4BL).

Visita d’istruzione per le classi 2B e 2BL

Quest’anno le classi 2B e 2BL del Liceo "Sereni" hanno avuto la grande opportunità di partecipare
alla visita d’istruzione delle città di Ravenna, Ferrara, Comacchio e del delta del Po dal 3 al 5 aprile; tre giorni molto interessanti dal punto di vista culturale e che hanno ottenuto molta attenzione negli alunni, grazie anche alle guide, veramente capaci di farci apprezzare la bellezza e la storia dei monumenti visitati. Inizialmente, abbiamo visitato quella che è stata una delle capitali dell’Impero Romano d’Occidente, Ravenna, e le sue basiliche, a partire da Sant’Apollinare in Classe e Nuovo, passando per San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia, il Battistero di Teodorico, il Battistero Neoniano e infine la tomba di Dante e piazza del popolo. Questa città ci ha colpito molto sia grazie all’ottima guida, che ci ha spiegato meglio ciò che già stavamo studiando, in quanto argomento in programma: la peculiarità di Ravenna è infatti quella di avere delle strutture architettoniche spoglie e molto sempici all’esterno, ma che nascondono un tesoro al loro interno, simbolo della salvezza divina, che si oppone al peccato del mondo.
Gli interni in particolare sono decorati da mosaici variopinti, dai colori vivaci, per i quali Ravenna è famosa in tutto il mondo, i cui tasselli di pasta vitrea si alternano a quelli dorati, che conferiscono ancora più luminosità e ieraticità. Un’altra cosa che abbiamo notato e che ci ha fatto riflettere è che la maggior parte degli abitanti circolava in bicicletta; un’ottima abitudine, volta a diminuire l’inquinamento ambientale, tanto che anche le vie cittadine sono costruite con mattonelle di due colori, a indicare proprio il passaggio pedonale e quello ciclabile; inoltre, per ricordarci che siamo nella città dei mosaici, sono state fissate ai muri della targhe toponomastiche in mosaico, davvero originali e ognuna diversa dall’altra. Nonostante il tempo non ci sia stato favorevole negli altri due giorni,
abbiamo gradito anche la visita di Comacchio, cittadina costruita su canali d’acqua, che si gettano nel Po, l’Abbazia di Pomposa, con anche gli antichi affreschi al suo interno, il delta del Po, che grazie alla spiegazione della guida si è rivelato un’ampia riserva naturale di uccelli e molluschi, l’isolotto dell’amore fino al mare e infine Ferrara, che con il suo Palazzo dei Diamanti e con il Castello degli Estensi ci ha lasciato un ottimo ricordo di questa visita d’istruzione. A nome di entrambe le classi, vogliamo ringraziare gli accompagnatori, prof.ssa Frosina, Prof.ssa Broggi e prof. Pedercini, che l’hanno resa interessante dal punto di vista culturale ma anche estremamente piacevole; speriamo inoltre di poter ripetere quest’esperienza anche l’anno prossimo, in quanto pensiamo che,
oltre ad essere importante dal punto di vista formativo, in quanto arricchisce molto il nostro bagaglio culturale, sia anche un’occasione utile per stringere rapporti tra noi studenti e per non farci dimenticare che siamo delle classi e, in quanto tali, è opportuno che ci siano collaborazione e rispetto reciproco.

Chiara Oddone e Martina Ceraudo (2B)

venerdì 28 aprile 2017

Don Ciotti al Sociale

Il professor Fabio Zanin, a cui siamo davvero grati, è riuscito a far sì che don Luigi Ciotti tenesse una conferenza a noi ragazzi del "Sereni".

Don Luigi Ciotti, ma chi è? Si potrebbe dire che è un prete particolare, perché si definisce un prete di strada, che ha vissuto molte buone e cattive avventure.

Nato il 10 settembre 1945 in Veneto, si trasferisce a Torino negli anni ’50. Le sue avventure iniziano fin da bambino quando, all’inizio della scuola, a causa della povertà, i suoi genitori non riescono a permettersi di acquistargli un grembiule. Fin da subito viene etichettato come ‘’il montanaro’’; un giorno a scuola gli chiedono dove abita e lui non riesce a dire la verità: infatti con la sua famiglia viveva in una baracca di un cantiere (l’odierno Politecnico). Ciotti racconta il seguente aneddoto quasi con gioia: un giorno, arrivato a scuola, la sua maestra è arrabbiata e inizia a prendersela con lui, chiamandolo ‘’il montanaro’’ e lui, per rabbia, le lancia il calamaio: capirà più avanti che aveva compiuto questo gesto perché non sapeva comunicare, cosa invece molto importante. Viene poi espulso e racconta che il bidello che lo aveva accompagnato a casa, aveva capito tutto. Questa esperienza lo segnerà per tutta la vita.

Ma come mai don Luigi è così conosciuto? Ci racconta di quando ha iniziato le superiori e mentre tornava a casa vedeva sempre un barbone, e così decide di avvicinarsi. Rammenta che inizialmente, per più volte, il barbone non rispondeva mai alla domanda che il ragazzo gli poneva, ‘’Scusi,vuole un caffè?’’ ma don Luigi, imperterrito, non si arrende e insiste. Un giorno, finalmente quel signore gli risponde e parlando gli dice ‘’Li vedi quei ragazzi lì? Loro prendono l’alcool e i farmaci e li mescolano per sballasi, fanno la BOMBA.Dovresti aiutarli quei ragazzi!’’ Giorni più tardi, il signore non c’era più su quella panchina, era morto. Così don Ciotti capisce che quel consiglio lo riguarda personalmente e decide di aiutare per davvero quei ragazzi. Fonda così nel 1965 il famoso "Gruppo Abele" che aiuta ancora oggi i ragazzi con problemi di anoressia, bulimia, droga, prostituzione e consumismo. Oggi il Gruppo Abele aiuta soprattutto i giovani ‘’Eremiti Digitali’’, un problema sempre più presente nella nostra società.

Viene ordinato prete nel 1972 da Don Michele Pellegrini che aveva aiutato i genitori di Papa Francesco a uscire dalla povertà. Qui il parroco ci svela un breve aneddoto: i nonni di Papa Francesco dovevano partire per l’Argentina ma non riuscirono a pagare i biglietti, così furono obbligati a partire molto più tardi. Quella nave, la Mafalda, affondò. Con questa storia Don Luigi vuole spiegarci che il volere di Dio e la sua presenza sono ovunque.

Successivamente ci racconta della fondazione del gruppo "Libera", nato il 25 marzo 1995 con l’intento di eliminare la mafia e le ingiustizie politiche in Italia. In questi anni conosce Pio La Torre che muore quattro mesi dopo. Dal 1995 Luigi vive e gira l’Italia sotto scorta. Due mesi prima della strage si trova a Gorizia con Falcone a tenere un corso sulla prevenzione e sull'educazione.

Ci racconta infine della strage del 23 maggio 1992 di Capaci in cui uccidono Falcone, la moglie e i suoi uomini di scorta. Specifica poi che 57 giorni dopo, il 19 luglio 1992, viene ucciso Borsellino nella strage di Via D’Amelio.

Su questo argomento Don Luigi desidera soffermarsi molto, spiegandoci quanto dolore provochi la mafia; ci parla di numeri: 260 morti nel Gargano, altre centinaia di morti nelle guerre interne dell’Ndrangheta e ovviamente degli omicidi di Cosa Nostra.

Don Ciotti ci lascia con alcune parole in sospeso: ‘’Il problema non è la mafia, ma il popolo che delega, che non reagisce e che sopratutto non reagisce.’’ E aggiunge ‘’Siamo sicuri che la mafia fa quel che fa tutta da sola..? Forse c’è dietro la politica..’’

Il lavoro di Don Luigi Ciotti viene riconosciuto tuttora, così come il suo impegno e la sua volontà; insomma: un grand'uomo!

Vorrei concludere riportando una citazione di un suo caro amico, Don Antonino Bello: ‘’Non mi interessa sapere chi sia Dio, mi basta sapere da che parte sta.’’ Questa frase, molto profonda e commovente, viene pronunciata da questo parroco a don Luigi sul suo letto di morte.

Alessia Maselli (2AL)
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"Non scrivere di me, io chi sono? Soltanto un qualcosa di piccolo." Questa frase, la sua stretta di mano, una mano diversa dalle altre con una stretta che trasmette fin da subito qualcosa: accoglienza, incontro.

Nonostante io fossi una delle tantissime ragazze presenti all'assemblea di quella mattinata, una volta avvicinatami a lui per  un breve saluto, non ha esitato ad incontrarmi: "Siediti pure qui vicino" mi ha detto, indicandomi la poltrona rossa a fianco a lui. Io con molto stupore ma tanta felicità ho assecondato la sua offerta: la nostra chiacchierata è poi proseguita con una serie di sue domande sulla mia persona, sulle mie attività al di fuori della scuola e della mia famiglia. Qualcuno mi potrebbe chiedere come mai io abbia così tanta ammirazione per un "prete", così l'ho sentito definire da molti. La mia risposta è molto semplice: credo che nel mondo di oggi occorra possedere dei valori  come quelli espressi da lui  e da altri prima: accoglienza, incontro, curiosità , senso di giustizia... perché personalmente definisco "Eroi" con la lettera maiuscola don Ciotti, Borsellino, Falcone e potrei citare molti altri, persone che lottano ogni giorno della propria vita , arrivando a metterla in pericolo , eroi sono anche loro:" anche se è difficile come lavoro, l'ho scelto io  e mi piace" mi ha spiegato un agente di scorta,  decidendo di mettere anche la loro vita a servizio e al fine di proteggerne un'altra … questo è la massima espressione dell’accoglienza dell'altro.

Spero che molti di voi abbiano avuto un incontro così positivo come è apparso per me.

Jessica Gualtieri (4U)

Alla scoperta di Aosta

Il giorno 28.03.2017 le classi 1° ALF e 1° BL, accompagnate dalla Dirigente e dalle Professoresse Durand, Pirani e Reiners, si sono recate in visita di istruzione ad Aosta.
Il programma della giornata prevedeva, al mattino, la visita dell’area megalitica di St. Martin e dei luoghi che testimoniano le antiche origini romane di questa città.
Dopo aver pranzato alla mensa universitaria di Aosta, abbiamo assistito, in Biblioteca, ad una conferenza sulla letteratura valdostana . Essendo la Val d’ Aosta terra di confine, la prima cosa che balza all’occhio è l’uso di indicazioni (vie, negozi, siti…) bilingue. Naturalmente, anche le guide che ci hanno seguito nei nostri percorsi, si sono espresse prediligendo la lingua francese. Per noi studenti del primo anno, che ancora non “padroneggiamo” questo idioma, ci sono stati momenti di “smarrimento”. Ma anche questo è servito per metterci alla prova e cercare di capire quello che i nostri interlocutori volevano trasmetterci. 

Appena arrivati siamo stati accolti da cielo terso e temperatura primaverile. La prima visita è stata particolarmente sorprendente sia dal punto di vista architettonico che da quello scenografico. Il soffitto del museo era infatti costellato da piccole luci a led che riproducevano l’alternarsi del giorno e della notte con magici giochi di luce. Dalla sala centrale si snodavano numerose ramificazioni che conducevano il visitatore alla scoperta dei reperti originali. Dopo di che ci siamo immersi in quella aria romana che si respira ancor oggi ad Aosta, effettuando un’attenta e meticolosa visita della città. La magnificenza artistica viene valorizzata dal contesto ambientale che la circonda. Tra chiese, anfiteatri, vicoli e archi, spicca il criptoportico romano: qui ci si rifugiava quando le temperature erano troppo calde o troppo rigide, in quanto sottoterra la temperatura era controllata e costante.
Dopo una breve pausa per il pranzo, dove ci siamo scambiati i primi giudizi a caldo, il nostro itinerario prevedeva una conferenza alla biblioteca comunale. I relatori hanno trattato temi quali la conservazione del nostro patrimonio culturale (con riferimenti a UNESCO GIOVANI) e il bilinguismo valdostano. Ci hanno inoltre invitato a riflettere sulla nostra conoscenza e preferenza di alcune lingue su altre. La conferenza si è conclusa con una breve visita alla biblioteca vera e propria dove, anche qui, abbiamo potuto ammirarne i resti romani che facevano capolino dalle pareti. 
La visita d’istruzione è terminata con un’ora libera, che abbiamo trascorso scoprendo le vie e i vicoletti più nascosti e affascinanti di questa città. E’ difficile, in poche righe, rendere l’idea di ciò che è stato possibile ammirare in quanto, ogni punto di vista è strettamente personale e, ovviamente, porta a valutazioni diverse. Ringraziamo le nostre accompagnatrici, con l’augurio di poter rivivere una simile esperienza al più presto! 

Martina Soligo (1°ALF)

venerdì 21 aprile 2017

Equostop - Un passaggio per l'ambiente

La Redazione

Medici senza frontiere

"L’Italia succube di una sottocultura senza empatia"

Sabato 18 Marzo nella palestra del nostro Liceo si è tenuta un’assemblea particolare che trattava argomenti di cui poco si è sentito parlare.

Un membro dei Medici senza frontiere, infatti, ha spiegato ai nostri alunni tre argomenti di enorme importanza attraverso un linguaggio chiaro e semplice.

Ha presentato i punti di cui voleva trattare attraverso degli hashtag, ossia attraverso delle parole chiave che vengono utilizzate in un blog o in un social network per facilitare le ricerche tematiche.

Tali hashtag furono #notatarget, #afaishot, #safepassage.

Il primo si riferisce alle crisi umanitarie dimenticate: guerre civili in cui vengono presi di mira dai bombardamenti gli ospedali dove gli stessi medici senza frontiere stanno assistendo i feriti dalle guerre.

Il secondo hashtag si riferisce al meccanismo di guadagno delle case farmaceutiche a svantaggio dei cittadini: infatti per la vendita di farmaci non si fanno gli affari dei cittadini, ma  vengono promossi farmaci in base alla casa farmaceutica che li produce.
L’ultimo hashtag tratta del problema dell’immigrazione, argomento molto sentito in questo periodo in Europa e di cui bisogna tenere a mente che “ la migrazione parte da un fenomeno di fuga e non da un fenomeno d’accoglienza”.

La conferenza è stata particolarmente illuminante: il rappresentante di Medici senza frontiere, nonché ex alunno del nostro liceo, ha spiegato questi argomenti molto delicati con grande rispetto e competenza.

Invito quindi a cercare sui vari social (principalmente su Twitter) gli hashtag utilizzati in questa assemblea per saperne di più e per rimanere aggiornati sull’evoluzione di tali argomenti.

#notatarget

#afairshot

#safepassage

#awalktobeautiful


Simona Menotti (5D)

martedì 18 aprile 2017

Si ritorna alle elementari!

La 2D ritorna alle elementari per rivivere ed esplorare il grande mondo dell'insegnamento e dei bambini.



Le maestre ci hanno accolto calorosamente, e ci hanno subito voluto mostrare la struttura.

L' aula di pittura è veramente sorprendente, le pareti creano un “nido” per permettere al bambino di sentirsi sicuro; non ci sono banchi, infatti i fogli per disegnare vengono disposti sulla parete in maniera verticale.

I lavori dei bambini non vengono né valutati né esposti : l'unico scopo è l'espressione della libera creatività del bambino.

Altre due aule significative sono state la palestra e la mensa, tutte e due strutturate con progetti specifici finalizzati alla crescita, alla alfabetizzazione motoria e alla responsabilizzazione del bambino.

Poi è stato il nostro turno e ci siamo messi all'opera nell'aula Montessori.

A gruppi di sei abbiamo svolto un laboratorio sviluppato sul metodo Montessori: ad ognuno è stata consegnata una scatola contenente dei bastoncini di diverse misure e colori e una legenda; e con quelli abbiamo dovuto costruire sette triangoli. Alla fine del laboratorio siamo riusciti a comprendere come attraverso il materiale è possibile capire.

L'ultima ora ci è stata data la possibilità di assistere a gruppi di due ad una lezione. Quando siamo entrati in classe, tutte le nostre paure sono scomparse: i bambini ci hanno accolto con gioia e curiosità.

È stato bellissimo poter lavorare sul campo ed ammirare tutto quello che fino ad adesso abbiamo potuto studiare solamente sui libri.

Giulia Sarao e Isabella Parodi 2D