L'angolo del Sereni

mercoledì 18 aprile 2018

INTERVISTA A THOMAS SOLDAN, STUDENTE MEMBRO DELLA COMMISSIONE ORIENTAMENTO

Potresti raccontarci la tua esperienza di alunno all’interno del nostro liceo?
Ciao a tutti, mi presento per chi non mi conoscesse: sono Thomas Soldan della classe 5C. La mia esperienza come alunno del liceo è iniziata il 12 settembre 2013, alle 9:00; da quel momento sono passati quasi cinque anni e vi posso assicurare che sono trascorsi abbastanza velocemente ma che sono stati anche molto densi di esperienze e di ricordi, sia belli sia brutti. Considero la mia esperienza non molto differente da quella di molti studenti che passano dal nostro liceo: come tutti ho avuto i miei alti e bassi, le mie difficoltà scolastiche, che ho affrontato con l’aiuto dei miei docenti; ho sempre cercato di vedere il lato positivo di quello che succedeva in modo da poter trarre il massimo vantaggio e non perdermi d’animo.

Come mai questa scelta di aiutare la commissione orientamento? 
A dire il vero, se mi è consentito dirlo, più che una mia scelta è stata una proposta che mi è stata fatta dai professori Zanin e Catanzaro. La commissione orientamento aveva pensato a me come possibile componente già durante lo scorso anno scolastico, ma solo a settembre c’è stata la mia nomina.

Che cosa hai fatto?
Il mio compito è stato fin da subito quello di riuscire ad avvicinare il più possibile gli studenti al servizio che la scuola offre attraverso quella che è la commissione orientamento. Mi sono adoperato per poter avere nel più breve tempo possibile le preferenze dei singoli studenti, in modo da poter preparare al meglio il programma di orientamento. Abbiamo proposto una serie di simulazioni di lezioni universitarie nei vari settori d’interesse per poter dare un assaggio alle classi quinte di quello che sarà il tipo di esperienza che si vive in un’università. Dopodiché ci siamo concentrati sulla preparazione di una serie di conferenze legate alla presentazione dei due principali soggetti che sono presenti sul nostro territorio: il sistema universitario italiano e quello svizzero; inoltre abbiamo preparato l’incontro con AlphaTest, legato a tutto quello che è il sistema di accesso programmato dagli atenei italiani. In ultimo ho lavorato per quello che è tutto il sistema connesso agli open day del nostro liceo, soprattutto nell’organizzazione dei gruppi di ragazzi che sono interessati a frequentare il liceo nel prossimo anno scolastico, per sapere cosa sia e come funzioni tutto quello che è conosciuto con il nome di orientamento.

Secondo te che cosa andrebbe potenziato in questo sistema? Cosa invece non funziona?
Secondo me bisognerebbe iniziare a parlare di orientamento già durante il biennio: prima si viene a definire quale è la meta che si desidera raggiungere e prima sarà possibile sviluppare un percorso ad hoc che gratifichi al massimo lo studente. Questo sistema inoltre, secondo il mio punto di vista, potrebbe migliorare la gestione “dell’ansia da scelta” e soprattutto consente di arrivare con una maggiore consapevolezza al momento fatidico. Una debolezza è invece costituita da una mancanza di responsabilità, voluta o meno, da parte di molti dei nostri alunni: in questa occasione ho notato come sia estremamente difficile far comprendere quanto sia difficile organizzare tutto quello che è stato proposto ai ragazzi. Questo ha causato un forte rallentamento e la cancellazione di alcuni eventi che, dal mio punto di vista, avrebbero potuto essere molto utili per la scelta del futuro professionale di molti studenti.

Le tue scelte future? Scelte future della commissione orientamento? 
Per quanto riguarda le mie scelte future, io voglio seguire quello che è il mio sogno, che perseguo da ormai sette lunghi anni (già dalle scuole medie), cioè entrare al Politecnico di Milano e completare i miei studi e diventare ingegnere aerospaziale. Oltre a questo, mi piacerebbe completare anche il mio percorso di formazione come coach (la figura preposta a rendere consapevoli le persone delle proprie capacità, aiutandole a fare affiorare i punti forti ed accompagnare lungo questo percorso di miglioramento) e magari riuscire, tra un’attività e l’altra, ad organizzare qualche corso, anche per gli stessi alunni. Le scelte future della commissione orientamento sono invece più rivolte verso alcuni progetti da studiare su proposta esplicita degli alunni.

Ci daresti qualche consiglio utile per l’orientamento?
Per prima cosa bisogna conoscere bene se stessi: ogni attività per potere riuscire al meglio deve essere fatta secondo le modalità che ci appartengono. Dopo questa operazione di analisi, bisogna procedere con la definizione degli obiettivi: definire i punti che dobbiamo raggiungere ci consente di poterci orientare all’interno della nostra vita; gli obiettivi devono essere ben chiari e definiti per poter essere utili all’orientamento. Con gli obiettivi ben fissati è possibile predisporre un piano per raggiungerli: si prepara il percorso che è più congeniale e soprattutto bisogna darsi un limite ultimo entro cui raggiungere l’obiettivo. Secondo me l’orientamento segue molto bene i principi che ho enunciato sopra, l’orientamento è un percorso che porta alla realizzazione della persona in campo scolastico perché consente alla stessa di poter fare le scelte in base ai propri sogni.

Che cosa vorresti dire ai ragazzi che oggi frequentano il nostro liceo?
Non lo nascondo, alla domanda non è facile dare una risposta. Innanzi tutto di essere grati per la possibilità di studiare presso il nostro liceo: in questo istituto hanno la possibilità di poter instaurare un rapporto costruttivo tra compagni di classe e gli stessi docenti. Presso il nostro liceo inoltre è possibile, avendo chiari i propri obiettivi e mettendoci la giusta dose di impegno e passione, raggiungere quelli che sono i propri sogni; attualmente non è facile avere tutte le possibilità per raggiungere certi traguardi, quindi non date per scontato dove vi trovate e le possibilità che vi vengono offerte attraverso questo servizio che è la scuola. Per ultima cosa, vi chiedo di mantenere il bel clima di lavoro che ho trovato al mio arrivo, mi piacerebbe vedere, in un’ipotetica visita futura, che il mio liceo è ancora quello che ho visto con gli occhi da studente.


I prof Catanzaro, Catalioto e Zanin desiderano ringraziare Thomas Soldan per l’entusiasmo, la serietà e la competenza con cui ha contribuito allo sviluppo del percorso di orientamento nel corrente anno scolastico. Un sentito grazie e un grande in bocca al lupo per il futuro

Federico Grilli, 4^A


La 3A di Laveno alle Fornaci Ibis di Cunardo

Sabato 18 marzo 2018 la classe 3°A del Liceo Sereni di Laveno ha visitato le fornaci IBIS di Cunardo come esperienza di alternanza scuola-lavoro. La visita ha compreso due parti, una di esplorazione del luogo, anche con l’aiuto di alcune guide, ed una di contributo attivo da parte degli studenti.

Giunti sul luogo abbiamo iniziato subito a visitare, in maniera molto libera, il laboratorio d’ingresso nel quale ha avuto sviluppo la maggior parte delle opere realizzate. La quantità di materiale è vastissima e vi sono varie testimonianze del passaggio di molti artisti provenienti da tutto il mondo.

Dopo una prima perlustrazione generale del luogo ci hanno raggiunto le nostre guide. Esse ci hanno spiegato come si realizzano le varie tipologie di opere, il funzionamento dei forni e degli altri attrezzi. Ci è stato presentato anche il percorso storico delle Ceramiche di Cunardo e le opere degli artisti più importanti che hanno visitato il luogo. Dopo la spiegazione ci siamo divisi in gruppi per svolgere varie attività didattiche.

Un gruppo si è occupato della realizzazione di foto e video WR a 360º, da utilizzare poi come materiale per la pubblicazione sui social. L’altro gruppo invece si è documentato riguardo la storia del luogo raccogliendo materiale attraverso interviste, vecchie fotografie e lettere. Infine, alcuni studenti si sono occupati della documentazione scritta da accompagnare a immagini e video sui social.
Terminata la visita, ci sono stati assegnati vari compiti da svolgere per condividere e pubblicizzare il luogo su Instagram, Facebook e il sito di C4Legality. Le fornaci di Cunardo si sono rivelate un luogo importante sia per gli storici proprietari, la famiglia Robustelli, sia per il nostro territorio, perché conservano al loro interno un piccolo pezzo di storia locale.

Agostina Fiorella Arturi e Christian Tapella (3A)





             

mercoledì 11 aprile 2018

Il Sereni alla mostra di Frida Kahlo

“Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.
Nata nel 1907, Frida ha vissuto per quarantasette anni in Messico, nella terra dai colori sgargianti e dalla vegetazione rigogliosa, che ha raffigurato in ogni quadro, fiera di abitarvi.
Il suo sogno di diventare una dottoressa fu infranto quando un tram la travolse a soli 18 anni, per cui fu costretta a letto per molto tempo e per tutta la
vita, purtroppo, dovette continuamente subire delle operazioni... Ciò che bisogna ammirare è il modo in cui ella ha affrontato il suo dolore, creando nuova bellezza nell’arte e, se Platone aveva ragione, se l’amore ha come fine il creare nella bellezza, allora Frida deve davvero aver amato molto nella sua vita. È stata una donna dalla forte personalità, che ha saputo farsi ascoltare, che è riuscita a trasmettere la sofferenza che provava attraverso i suoi quadri.
Uno spiccato anticonformismo e un’ammirevole tenacia nel disegnare solo ciò che sentiva sono le caratteristiche che più contraddistinguono questa figura misteriosa ma che, al contempo, non nasconde le sue imperfezioni, anzi, fa di loro la sua forza.
Ha portato il busto per tutta la sua vita e purtroppo i problemi alle gambe dopo l’incidente non furono mai risolti completamente ma, come diceva lei stessa, “Perché mi servono i piedi se ho le ali per volare?”
Martina Ceraudo (3B)

PROMO NUOVA LINEA SACCHE PALESTRA

Ciao ragazzi, siamo del gruppo murales e abbiamo bisogno di soldi per autofinanziarci.

Il progetto di alternanza scuola-lavoro in questione si pone come obiettivo quello di recuperare l'aspetto estetico di un brutto muro in cemento, di dimensioni 30x2m, situato in via Brughiere, a Luino.

Il tema sviluppato è quello dell'amore universale perchè il “Messaggio d'Amore” è indipendente dalla lingua, dal linguaggio e dalla simbologia di comunicazione.

L'amore incondizionato è

• primordiale

• innato

• universale

• eterno

A questo scopo abbiamo deciso di vendere delle sacche con dei particolari del murales.

Sappiamo che non a tutti piaceranno ma costano poco, sono di buona qualità e potete regalarle a chiunque.

Bisogna ricordare che tutti i soldi raccolti dalla vendita di queste sacche permetteranno di acquistare pannelli, pennelli, tanti colori, vernici, cioè il materiale necessario per la realizzazione del murales a Creva.

Dunque vi invitiamo a comprarla in tanti, in questo modo, anche chi non vi partecipa direttamente può dare un forte e personale contributo.

Le sacche sono disponibili nei colori blu, giallo, rosso e verde: sono allegre e primaverili.

Il prezzo è di soli €3,50.

mercoledì 4 aprile 2018

La 4A di Laveno è entrata nel mondo aziendale! EPowerRental: Salva il futuro! Viaggia Green!

Tramite il progetto Green Jobs, la classe 4A di Laveno ha realizzato un sito internet che permette di individuare le migliori offerte di noleggio di auto ecologiche.
Grazie a questa nuova tecnologia, contribuirete a ridurre le emissioni di CO2 del 60%, per l'elettrico, e del 40% per l'ibrido. Inoltre, tramite il noleggio di queste automobili, potrete facilmente accedere a zone ZTL di molte città.
Il servizio offrirà, inoltre, la possibilità di trovare pernottamenti in strutture Eco-Friendly e itinerari Verdi che incentivino maggiormente i viaggi all'insegna del Green.
Investi nell'idea: chiunque può diventare un imprenditore a tutti gli effetti!
Sei interessato a diventare socio? Contatta info@epowerental.com per ricevere più informazioni, o per comprare una o più azioni al costo di 5 euro l'una.
Ti piace viaggiare, ma vuoi anche salvare l'ambiente?
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(Elena Pezzoli 4A)

Le classi seconde di Laveno a Milano!

Venerdì 23 Marzo le seconde di Laveno (2A, 2B e 2CSE) hanno partecipato ad una visita d'istruzione  a Milano .
Ci siamo ritrovati a Laveno verso le 6.45. Dopo un viaggio di due ore, siamo finalmente arrivati.  Si presentava pertanto un problema: l'incontro a cui dovevamo assistere era verso le 11 e noi eravamo già arrivati alle 9.
Per questo, uno dei professori che ci hanno accompagnato ci ha condotto per le strade di Milano e siamo riusciti a vedere il castello Sforzesco, l'Università degli Studi e ad immedesimarci nei 'Promessi Sposi' , capolavoro della letteratura italiana, essendoci ritrovati vicino al Forno delle Grucce e presso la chiesa che frequentava lo stesso Manzoni.
In seguito ci siamo recati alla Liberia Hoepli, dove si sarebbe svolto l'incontro riguardante la Libreria stessa.
Essa è composta da cinque piani: piano terra dedicato alle narrative in lingua italiana, il primo piano per dizionari, grammatiche, turismo e narrativa in lingua straniera; il secondo  per l'arte ( fotografia, cinema...), il terzo per agraria, cucina e arredamento e  l'ultimo  per economia,  fisica,  religione, musica e teatro.

Finito l'incontro, ci siamo diretti verso il Duomo di Milano perché la seconda parte della nostra visita d'istruzione comprendeva gli scavi archeologici al di sotto del Duomo, dove si trovavano i resti del Battistero di San Giovanni, come mostrato nella foto.
  La visita d'istruzione è stata molto coinvolgente e divertente, anche grazie alle informazioni acquisite durante le due ore dedicate alla visita del centro di Milano; questo dimostra che la vita non è sempre 'prestabilita' e ciò la rende molto più interessante di quanto le persone si aspetterebbero.
( Khankan Leen 2B )

mercoledì 28 marzo 2018

Ci vediamo mercoledì prossimo!!!


Non si comunica solamente con le parole

È possibile conoscersi, entrare in relazione, creare un dialogo con una persona solamente attraverso il corpo?

Le classi 3D e 3U l’ hanno provato sabato 17 marzo in aula magna, sotto lo sguardo attento di Dario, il professionista che li ha accompagnati in questo lungo percorso di preparazione, organizzato dalla professoressa Antonello.

Da novembre a marzo le classi coinvolte nel progetto hanno dovuto giocare e interagire con il proprio corpo, e conoscere la propria voce, scoprendo in quanti modi potesse articolarsi.

Hanno imparato che un gesto può sostituire molte parole e che il corpo si modella e si articola in modo molto più complesso rispetto a come lo utilizziamo.


Il progetto ha portato a uno spettacolo finale che ha visto coinvolte anche le classi 4U, 2U,  che hanno dovuto partecipare attivamente alla restituzione,  dialogando con loro corpo insieme alle due Terze di Scienze Umane

Abbiamo voluto intervistare alcuni dei ragazzi coinvolti nel progetto per capire se, attraverso l’attività,  hanno trovato una risposta alla nostra domanda:

“È stata un’esperienza molto bella: grazie ad essa sono riuscita a mettere da parte la mia timidezza e mettermi in gioco, ho potuto conoscere meglio i miei compagni. È stata un’attività molto rilassante e mi ha aiutato a capire quanto importante sia il nostro corpo,  nell’esprimersi e nelle relazioni, e di come io possa parlare attraverso esso.” (Sharon Ciliberti)


“Questo percorso teatrale mi è piaciuto particolarmente, cosa che sinceramente non mi aspettavo. Ritengo che mi abbia aiutato molto: attraverso questo laboratorio sono riuscita a "tirarmi fuori" e ho imparato a lanciarmi nelle nuove esperienze. “  (Clarissa Bianchi)

“Ritengo che questo laboratorio teatrale sia stato molto bello ma anche utile, poiché mi ha permesso di conoscere meglio il mio corpo e di interagire in maniera diversa e più profonda con la mia classe”
(Erica Tomasina)

“Il laboratorio teatrale è stato utile ed educativo perché ci ha aiutato a rendere la nostra classe più coesa e ci ha dato la possibilità di metterci in gioco. Lo spettacolo è stato interessante perché mi ha permesso di vedere come le diverse classi del liceo interagivano con noi, senza conoscere assolutamente la scaletta dello spettacolo, guidati soltanto dai nostri gesti. Inizialmente vi era timidezza, poi con il proseguire dell’attività ci siamo lasciti andare e abbiamo cercato di metterci in gioco il più possibile.”  (Lara Pignattai)



In conclusione possiamo dire che a volte ci vergogniamo di uno dei più grandi mezzi di interazione: il nostro corpo! Con questo laboratorio abbiamo invece capito che abbiamo una risorsa importante da utilizzare e di cui andare fieri!

Isabella Parodi (3D)



mercoledì 21 marzo 2018

Dai Camilli… ai liceali: come si applica il movimento

Nei giorni 13/14/26/28 febbraio, alcuni alunni del triennio, aspiranti scienziati della sede di Luino, si sono recati presso il dipartimento di economia dell’Università dell’ Insubria per partecipare ad uno stage sullo studio dell’anatomia umana nel laboratorio di anatomia e morfologia della sede.

Dopo il dovuto ripasso su ossa e articolazioni, abbiamo conosciuto i “Camilli”, cioè scheletri di ossa vere, al cospetto dei quali ci siamo sentite vive, molto vive. L’obiettivo di questo progetto era registrare la meccanica e i nostri movimenti in confronto a quella dei “Camilli”, tramite l’utilizzo di elettrodi.


Alla fine delle misurazioni, abbiamo osservato come l’ampiezza dei nostri movimenti sia intralciata dalla muscolatura, al contrario dell’opinione comune: la muscolatura infatti dovrebbe conferire tonicità al corpo umano e non… essere d’impiccio.

La nostra è stata un’ esperienza che sicuramente ricorderemo, anche per il rapporto cameratesco creato con gli altri quintini e quartini; inoltre la stessa è stata “orientativa”, ci ha fornito infatti indicazioni sul nostro futuro, forse universitario!



In bocca al lupo dunque a futuri medici e professionisti del settore!


S.Ganzaroli, J.Gualtieri, M.Matarazzo, A.Pellegrini, A.Stasolla, A.Tonsi

La Croce Rossa al "Sereni"

Sabato 3 marzo si è svolto per i ragazzi della 2 C l’incontro formativo con il personale della Croce Rossa della sede di Luino in vista dell’esame INAIL.
Gli argomenti trattati sono stati divisi in tre ore, che purtroppo sono passate velocemente.
La prima ora, grazie a Federica, Stefania e Margherita, abbiamo parlato dell’accoglienza dei migranti e a come fanno ad aiutarli ad imparare la nostra lingua.
La seconda ora, grazie ad Alessio, Alice, Edoardo e Martina, abbiamo parlato delle malattie sessualmente trasmissibili; nonostante fosse un argomento abbastanza delicato, con molteplici informazioni, i ragazzi della Croce Rossa ci hanno coinvolto,  dandoci delle nozioni chiare e coincise per aiutarci a riconoscere e a curare queste malattie.


Infine alla terza ora, insieme a Laura, Simone e Jessica,  abbiamo visto come fare il massaggio cardiaco e abbiamo avuto la fortuna di poterci “esercitare” ed essere corretti da  persone esperte.
Grazie a questo incontro, abbiamo avuto la possibilità di scoprire, conoscere o approfondire informazioni che non conoscevamo.

Un aspetto che ci ha colpito molto è che sono ragazzi della nostra stessa età che, nonostante stiano frequentando la scuola superiore o l’università, hanno deciso di dedicare il loro tempo alla Croce Rossa.
E’ stato un corso che ci è servito molto, sia per apprendere informazioni che non conoscevamo, sia per avere diversi chiarimenti.


Credo che questa esperienza abbia fatto crescere la voglia a molti di noi di entrare a far parte della Croce Rossa.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa bellissima esperienza:
Edoardo, Federica, Jessica, Alessia, Alice P., Andrea, Francesca Margherita, Marwa, Laura, Martina, Alessio, Simone, Giorgia, Deborah, Arianna, Stefania.

Valentina Francese (IIC) 


mercoledì 14 marzo 2018

Il Sereni nel Web

Come tutti sappiamo, dalla classe terza in poi abbiamo l’obbligo di prendere parte al progetto "alternanza scuola-lavoro".
Quest’anno la mia classe è stata interessata ad un nuovo progetto ("Giovani pensatori") a cui aveva già preso parte l’attuale 4A. Il progetto, abbastanza articolato, prende in considerazione il patrimonio artistico e le modalità per conoscerlo attraverso metodi alternativi rispetto al solito libro di testo. Infatti, nella prima fase del progetto, abbiamo seguito delle lezioni con la prof.ssa Tiziana Zanetti (collaboratrice agli studi di ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria) che ci ha aperto un mondo su quelle che sono le norme di tutela e di reato per quanto riguarda il patrimonio artistico. Ciò ha portato poi ad una fase successiva del progetto: una conferenza all’università, a cui erano presenti i professori Fabio Minazzi, Stefania Barile, Antonio Orecchia e Maxime Durand.
Il tema era: Assassin’s Creed Origins.

Lo so, sembra assurdo, ma è andata proprio così! Infatti, un metodo efficace (MA NON ALTERNATIVO) per studiare la storia sembrerebbe quello di giocare ai video games, in particolare a questo, che ha la funzione di documento e non, appunto, di alternativa. Il documento infatti è fondamentale per lo studio di questa materia.

Il video gioco ci viene spiegato successivamente come se fosse un vero e proprio libro, analizzandone il contenuto, le funzioni e le caratteristiche principali. Prima di ciò, però, i Proff. Orecchia e Barile ci hanno dato un input su ciò che è la storia e quanto è importante. Successivamente Debora Ferrari e Luca Traini ci hanno spiegato il successo del video game. Il gioco è stato presentato alla biennale di Venezia nel 2011, dove è stato scoperto e apprezzato da tutti. Attraverso poi varie mostre e presentazioni, ha acquistato ancora più notorietà. 
Ma perché è piaciuto così tanto? Semplicemente perché è diverso. Infatti è il primo e unico video gioco che mette in scena la lotta tra Iran e Afghanistan (situazione attuale e molto delicata), la terza crociata (conosciuta forse solo dai prof. di storia), la rivoluzione francese e addirittura il Basso Medioevo in Firenze; l’ultima ‘’edizione’’ riguarda l’antico Egitto, dove è presente anche la famosa Biblioteca di Alessandria. Il gioco quindi ha come ambientazione non i soliti luoghi più conosciuti, come le zone degli Stati Uniti o dell’Inghilterra, ma ambienti studiati per dare la possibilità al giocatore di immergersi in un determinato periodo storico.
Per quanto riguarda l’ultima edizione, ce ne parla Maxime Durand (che a sorpresa parlava in inglese, in quanto canadese) rappresentante degli ideatori della nuova uscita.


Ci ha spiegato che alla base del gioco c’è ovviamente uno studio approfondito dei documenti che è fatto con l’aiuto di studiosi specializzati. Nel gioco sono presenti tour guidati in cui il giocatore può acculturarsi il più possibile su quello che sta vedendo e quindi imparare qualcosa. Ci spiega che è stato fatto un esperimento: una classe è stata divisa in due e metà ha seguito la lezione con l’insegnante e metà ha giocato. Poi è stato fatto un test. Risultato? La conoscenza su quel determinato momento storico era passata, per quelli che avevano giocato, dal 21% al 41%. Gli altri sono passati dal 22% al 53% (per via dell’insegnate che, mentre spiegava, sottolineava i punti fondamentali).

Alla conferenza erano presenti anche altri ragazzi del Sereni, in particolare la classe 4A e le prof.sse Elma Bandiera e Silvia Sonnessa.

Che dire? Giocate e acculturatevi ragazzi!

Alessia Maselli, 3AL.

L'Italia in Francia

Francesca, Miriam, Lisa e Marta, studentesse di 4ALF, ci hanno raccontato la loro esperienza in Francia; si è trattato di uno scambio culturale tra il nostro liceo e una scuola di Lione, che ha lasciato loro molto più di un mero ma comunque importante miglioramento nella lingua!

Intervistate al ritorno al liceo, ci hanno sorpreso con le loro risposte: l’Italia, durante lo scambio, non mancava a nessuna! “Anche se siamo state lì un mese, che non è poco, saremmo volute restare ancora di più” concordano tutte. Durante la permanenza a Lione, le ragazze hanno avuto la possibilità di studiare, acquisire molte più competenze linguistiche, entrare a contatto diretto con la vita e le tradizioni francesi e visitare le città vicine.
Abbiamo chiesto loro come si sono trovate con le rispettive famiglie e Lisa ci dice: “Abbiamo instaurato un buon rapporto sin dall'inizio; la mia famiglia era socievole, gentile e anche molto disponibile. Se avevo difficoltà nella comprensione ripetevano, o comunque, parlavano più lentamente e ciò mi ha aiutato molto e mi ha fatto sentire a casa.”
Francesca ci parla poi delle differenze che ha riscontrato nell'ambito scolastico: ”Le lezioni durano molto di più, si sta a scuola quasi tutto il giorno; l’entrata non è per tutti alle 8.00 e il lavoro a casa è minore. Il metodo d'insegnamento poi è davvero diverso: si studia tramite documenti e i ragazzi partecipano più attivamente alle lezioni.”

Cosa rimarrà loro di questa esperienza? La risposta è uguale per tutte: piacevoli ricordi e nuove amicizie.
Ci dicono inoltre che si stanno organizzando per un nuovo “mini scambio” che permetterà alle ragazze francesi di venire qui in Italia in primavera ... queste sono le conseguenze positive di esperienze come la loro: si creano dei rapporti che continuano e, talvolta, si mantengono anche per la vita. Questo ci insegnano le parole di Miriam, Lisa, Francesca e Marta: che quando c'è un incontro tra persone diverse, popoli e culture differenti, l'unica cosa che può succedere è che ognuno si arricchisca delle bellezze e delle diversità dell'altro e impari a migliorare se stesso! Perchè, ricordiamocelo, incontrare nuove persone significa conoscere nuove mentalità, ampliare il nostro pensiero e permettere agli altri di conoscere le nostre bellezze!

Quindi ringraziamo chi ha contribuito alla realizzazione di questo progetto e chi continuerà a supportare e a proporre gli scambi culturali all'estero e speriamo che sempre più alunni possano parteciparvi.

Martina Ceraudo 3B e Alessia Maselli 3AL



mercoledì 7 marzo 2018

Il liceo all'estero

Quest’anno sei studenti del nostro liceo hanno scelto di trascorrere un periodo più o meno lungo all’estero.
Qualche settimana fa è tornata una di queste ragazze, Isabella di 3D, e la curiosità era troppa per non intervistarla.


Marta: Ciao Isabella, raccontaci un po’ la tua esperienza all’estero: come ti sentivi prima di partire e come ti senti ora?
Isabella: Prima di partire sicuramente ero in ansia, non sapevo come mi sarei trovata, se sarei riuscita a raggiungere il livello di preparazione dei miei compagni, parlare in francese o comunque mantenere una media sufficiente; non sapevo se sarei riuscita a socializzare ed entrare in un gruppo.
Avevo paura di lasciare le mie abitudini e un po’ la mia vita.
Il primo periodo lì è stato difficile, poi in realtà mi sono abituata, sono entrata in un mio ritmo e ho legato con molte persone.

M: Ora come ti senti?
I: Sono tornata e sicuramente poter parlare la mia lingua mi facilita, anche se adesso confondo
molto le parole, anche durante le interrogazioni: quando vado in ansia, inizio a utilizzare parole
francesi e cerco di renderle in italiano.
Mi sono affezionata molto alle persone in Francia, ma ora che sono tornata ho ritrovato i miei amici e sono contenta di poter passare del tempo con loro. La cosa più difficile dell'essere tornata è stata quella di dover tornare alle miei vecchie abitudini.

M: Perché hai deciso di intraprendere questo percorso di un quadrimestre all’estero? 
I: Per provare un altro sistema scolastico. Ho scelto "di pancia" questo paese, avevo molta voglia di conoscere e cambiare.


M: Ti eri posta degli obiettivi? Hai raggiunto ciò che volevi?
I: Sì, mi ero posta degli obiettivi ma mi sono resa conto alla fine che è stato inutile, perché non sono riuscita a conseguirne nemmeno la metà.
Quando parti hai così tanti sogni, obiettivi, che è impossibile raggiungerli tutti in così poco tempo, ma sicuramente quelli che ho raggiunto sono stati un'emozione grandissima e dei grandi traguardi personali.
Ho lottato per raggiungere quello in cui credevo.

M: Cosa ti ha lasciato questa esperienza? 
I: Sicuramente delle amicizie bellissime

M: per quanto riguarda l’indipendenza fuori casa, l’autonomia? 
I: Impari modi diversi di vedere le cose ma anche regole nuove all’interno della famiglia; per esempio si dà per scontato che, finita la doccia, puoi tornare in camera tua e cambiarti: lì non lo puoi fare, devi pensare prima a prendere i vestiti, lo shampoo e rimettere le cose al loro posto. Inoltre devi stare attento a rispettare e non disturbare la vita interna della famiglia in cui sei stato accolto. Ti sveglia tanto!

M: Quali difficoltà hai riscontrato?
I: Innanzitutto i miei nuovi compagni della classe francese, che non mi hanno parlato nelle prime settimane, ma penso perché nel loro sistema scolastico, rifacendo ogni anno le classi e quindi trovandosi continuamente con persone nuove, non ricercano più nuove conoscenze, sono molto chiusi soprattutto all'inizio.
Poi con il tempo ho cominciato a legare molto,soprattutto con la mia vicina di banco e la ragazza che mi ospitava: siamo tuttora costantemente in contatto!

M: Consiglieresti questa esperienza?
I: Sicuramente, anche un anno intero!! Sì è difficile tornare, è difficile recuperare e rimettersi alla pari, però ti apre a nuovi orizzonti, ritengo che non si possa studiare una lingua e una cultura solamente sui libri e non si possa vivere sempre nella propria bolla perfetta e sicura, della tua piccola realtà; bisogna essere curiosi e sicuramente queste esperienze permettono di conoscere e crescere molto.

M:Come si svolge una giornata tipo francese? 
I: La scuola comincia alle 8 e finisce alle 17.30; durante le ore di lezione, ci sono ore buche, cioè ore di studio personale. Non ci sono interrogazioni, ma spesso avevamo verifiche a sorpresa.
In Francia trovo che nelle lezioni si cerchi molto di far riflettere lo studente sull'argomento trattato e proprio dalla riflessione poi si sviluppi l'intera lezione. È un aspetto che ho apprezzato molto!

M: I tuoi genitori sono stati subito propensi per questa esperienza? 
I: Sì, mio padre ci aveva già detto:- Vorrei che voi partiste!
È lui il primo a riconoscere in quest'esperienza una grandissima valenza educativa e formativa! Ovviamente è stato difficile dirmi di sì, ma i mezzi tecnologici di oggi permettono di tenersi molto bene in contatto anche a distanza.
Sono orgogliosa di loro perché hanno preferito mettere al primo posto il meglio per me piuttosto dei loro sentimenti nei miei confronti.

M: Il cibo invece?
I: La cucina francese utilizza gli stessi alimenti italiani ma cucinati in modo diverso.
La mensa a scuola era un bel momento, permetteva di socializzare molto, mangiavi e studiavi con gli altri.

M: Hai avuto dei momenti di difficoltà? Hai mai voluto tornare indietro? 
I: Sì: durante le prime due settimane, non ne potevo più: la gente non mi parlava e lì davvero ho messo mi sono chiesta se era stata una bella idea o no partire.
Ma adesso, una volta tornata, posso dire che è stata una delle esperienze più belle e più importanti per me e per la mia vita.

Marta Bruno (3D)

Biodiversity

Molto spesso si sente parlare dell'inquinamento e del riscaldamento globale come se fossero qualcosa lontano da noi, ma la verità è che questi argomenti ci influenzano profondamente e comportano più conseguenze di quanto noi sappiamo. Per questo, grazie alla prof.ssa Misiano, la classe 2B del liceo di Laveno ha elaborato un progetto per lanciare verso tutti un grande messaggio.

Un video ideato da: Lorenzo Giacomin, Mirko Marni, Filippo Segala e Giacomo Verti sulla Biodiversità.


Leen Khankan (2B Laveno)

mercoledì 28 febbraio 2018

Dalla commozione all'azione

Gli incontri non sono tutti uguali, alcuni riescono a farti capire cose che nemmeno immaginavi.
Come quello che abbiamo avuto a scuola con Giacomo e Francesca. Questa coppia ci ha raccontato del loro viaggio in Uganda come volontari a sostegno di un centro di accoglienza per l'infanzia.
Dalle loro parole era evidente quanto erano tornati arricchiti ed entusiasti dell'aiuto che avevano dato.
Ascoltandoli, abbiamo capito che gran parte della nostra conoscenza si basa sulla frequentazione di un mondo digitale. I social media, i social network, internet ci consentono di sapere in ogni istante qualunque cosa accada in ogni parte del mondo. Ma c'è da chiedersi :" È davvero possibile conoscere tutto del mondo attraverso questa modalità? Oppure le informazioni così recuperate, seppur importanti, costituiscono solo una ristretta conoscenza?".
È ampiamente dimostrato che la conoscenza duratura e profonda la si acquisisce con l'esperienza diretta.
Proprio in questo periodo è frequente il dibattito relativo alla questione dell'immigrazione dai paesi africani. Le nostre posizioni spesso derivano da considerazioni che non è detto corrispondano alla realtà. Da qui l'esigenza di poterci recare personalmente in Africa per vedere con i nostri occhi e toccare con le nostre mani. Se avremo la fortuna di fare davvero questa esperienza, di grande impatto emotivo, quando torneremo saremo sicuramente più consapevoli nell'esprimere i nostri pensieri.
Forse potremo raccontare con gioia a chi ci circonda ciò che abbiamo vissuto personalmente.
Come soatiene Ugo da S.Vittore nel Didascalan:" Impara tutto. Vedrai che nulla sarà superfluo, la conoscenza ristretta non è gioiosa."

Ferrari Christian, Ferrari Martina, Di Marco Giulia, Notari Ilaria, Piatti Erica, Todaro Damiano (3U)


mercoledì 21 febbraio 2018

Progettiamo l'amore incondizionato ~ Alternanza scuola-lavoro

La creatività non ha freni nella progettazione del Murales avente come soggetto principale la rappresentazione dell'amore universale in tutte le sue forme.

Gli studenti partecipanti al progetto, guidati dalla prof.ssa Sonnessa, dal prof. Anania, con l'aiuto di Michael Steinrotter e la consulenza tecnica di tre rappresentanti della Casa dei Colori di Maccagno ( Dino Mariani, Giorgio Bacchin e Pierangelo Sartorio ) sono al lavoro da mesi per tentare di rappresentare su un muro lungo trenta metri e alto due il semplice e per questo amplissimo concetto di “amore incondizionato”.


Il simbolo scelto per descrivere tale idea è un grande albero che, con i suoi rami, occuperà l'intera lunghezza del muro, abbracciando i numerosi esempi di amore che vi verranno raffigurati.

Un progetto colorato e di forte impatto visivo ed emotivo, che richiederà molta dedizione per essere realizzato.

Nonostante l'idea di base sia già stata delineata ed il progetto cartaceo realizzato, molte incognite rimangono riguardo alla trasposizione sul muro in cemento armato, che costituirà sicuramente la fase più delicata ed impegnativa del percorso.

Per pubblicizzare l'opera, si pensa inoltre di realizzare dei gadget che ritraggano alcune sue parti (quest'idea rimane, per il momento, solo un'ipotesi).

Ma perché un murales? La risposta è semplice: per lasciare un segno tangibile della dedizione e della passione artistica di noi studenti del Liceo, un segno che possa ispirare giovani come noi e spingerli, attraverso un fiducioso messaggio d'amore, a cambiare il nostro presente in meglio.

Giulia Cuomo (4A)

Riflessioni sull'alternanza scuola lavoro al Monsignor Comi

Da qualche mese, ogni venerdì, ci rechiamo alla Casa Albergo Mons. Comi per svolgere l’attività di alternanza Scuola Lavoro. Questa esperienza ci permette di metterci in gioco: sentirsi utili fa stare bene. Lavorare con i bambini ci ha permesso di scoprire qualità personali, come la pazienza e la passione. Nonostante il luogo in cui ci troviamo sia insolito per i bambini, sono proprio questi ultimi a rendere l’ambiente piacevole, gioioso e allegro. Solitamente, li assistiamo durante lo svolgimento dei compiti, giochiamo con loro nei momenti di svago, ascoltiamo i loro racconti e ci divertiamo insieme. Qui ci troviamo bene.

Laura, Sofia e Federica (4D)

Ci è stato chiesto più volte quale fosse lo scopo di fare volontariato e abbiamo risposto che quello che facciamo non è solo un “dare per ricevere”, poiché ciò che riceviamo vale molto più di quello che diamo.
Non si possono sempre fare cose grandi nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore.
Una cosa molto importante che abbiamo capito è che il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada.

Ilaria Notari, Giulia Di Marco

Questa esperienza di volontariato presso la struttura del Mons.Comi ci ha permesso di renderci utili in modo concreto aiutando, anche se per solo un pomeriggio a settimana, i nonni ed i bambini che rendono viva la struttura.
Martina 3C Lorenzo 3B

Piacevole pomeriggio è stato quello del 5 gennaio, quando abbiamo letto racconti riguardanti la befana.
Il pubblico, composto non solo da ospiti del Mons.Comi ma anche da bambini dai 6 fino ai 10 anni che partecipano al centro invernale, si è dimostrato attento e partecipe.
La lettura è stata accompagnata da tè caldo e biscotti,  che hanno contribuito a creare un’atmosfera casalinga ed accogliente.
Meraviglioso pomeriggio tranquillo e ben organizzato per augurare agli ospiti, dipendenti e bambini una serena Epifania
Sofia e Marta 4AL